GIANNI
TADDEUCCI POETA |
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| Gianni (Radicondoli 1913-2003) era l'ultima espressione vivente della tradizione della poesia in ottava rima, tipica della Maremma così come di Radicondoli e del suo territorio. Sebbene avesse fatto le scuole "di sera, e quando non pioveva", possedeva una capacità sorprendente di esprimere con parole semplici sentimenti ed emozioni, ed anche di descrivere in rime la vita di un'intera comunità. La poesia in ottava rima é una tradizione quasi completamente orale; inoltre, la perdita della vista gli impedì di scrivere, e quel poco che abbiamo oggi lo dobbiamo alle persone che gli sono state vicine, lo hanno curato ed amato, e si sono preoccupate di salvare un pezzetto della sua grande produzione poetica. | |
Che son cacciatore
son tant'anni Ma non racconto una
novella I capi che ho
chiappato qui voglio numerare Fagiani, starne,
colombacci e pettieri Ora son vecchio e
pieno d'ogni dolo E anche se a caccia
non posso più andare E nelle prode tra il
palero e il rovo E poi per farla
breve Mancan poi qui le
storie più belle |
Vissi l'anni di vita
in gioia e in tormenti Gradite amici queste
semplici rime Ora poso tutto e
assai umilmente E sia come un dì
d'alba ridente |